venerdì 24 ottobre 2008

La vita quotidiana nel Medioevo - Cap. I, parte I

Inauguro questa nuova rubrica che prende il nome proprio dal titolo del testo che sto leggendo: La vita quotidiana nel Medioevo, di R. Delort. La maggiorparte di questi articoli sarà forse più un riassunto che un'elaborazione personale ma spero possano comunque risultare utili a chi, come me, è ai primi approcci con questi argomenti. L'ideale sarebbe poter pubblicare un capitolo alla volta ma non credo ne avrò il tempo, perciò mi toccherà spezzettare il tutto in paragrafi, dunque scusate se il risultato finale di ogni articolo potrà apparire inconcludente.


Periodizzazione

Siccome non ho tanta voglia di impelagarmi in consultazioni storiche autorevoli, permettetemi di servirmi di quell’utilissimo strumento di consultazione enciclopedica che è Wikipedia:

Secondo la periodizzazione tradizionale della Storia
d'Europa
, che prevede quattro epoche, classica, medievale, moderna e contemporanea, il medioevo è il periodo il cui inizio viene collocato, per l'intera Europa, nel 476, cioè nell'anno che corrisponde alla deposizione dell'ultimo imperatore romano Romolo Augusto, e che segna la fine dell'Impero romano d'Occidente.Diversamente, la sua conclusione viene collocata in ciascun paese in date diverse, che coincidono con la nascita delle rispettive monarchie nazionali ed il periodo rinascimentale. Alcune date comunemente utilizzate sono il 1453, con la fine della guerra dei cent'anni tra Inghilterra e Francia e la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi Ottomani; il 1492, con la conquista dell'ultimo baluardo islamico in Spagna e la scoperta delle Americhe da parte del genovese Cristoforo Colombo, ed il 1517, con la Riforma protestante.

Riassumendo ancora da Wikipedia: distinguiamo un Alto medioevo che va dal V al X secolo, un Medio medioevo (secoli XI-XII) e un Basso o Tardo medioevo, che si allunga fino al XV secolo.



Cap. I – L’uomo e l’ambiente
Introduzione

Uno dei motivi per cui si potrebbe rimpiangere il Medioevo è lo stretto contatto con la natura: infatti oggigiorno
«Tra l’uomo e l’ambiente si è frapposto un velo tecnologico che
serve da intermediario obbligatorio, impedendo praticamente qualunque contatto
diretto.»
Esempi di come l’uomo medievale fosse costantemente a contatto con la natura sono il suo rapporto con gli arnesi da lavoro: l’arma del boscaiolo contro gli alberi è la scure, quella del contadino contro il terreno è l’aratro trainato da bestie da tiro. E poi il freddo, la fame, la malattia, sono tutte fedeli compagne dell’uomo che si ritrova solo contro una natura difficile da domare. Da qui l’importanza di un discorso sull’ambiente per capire quanto il nostro mondo di oggi si differenzia da quello medievale.


L’ambiente medievale
Terra, mare, flora, fauna.

Sarebbe assurdo affermare che l’ambiente e i suoi organismi non abbiano subito modificazioni nel corso dei secoli; tuttavia, esse procedono così a rilento da passare inosservate. Tuttavia si sa che il terreno può essere sconvolto da terremoti e inondazioni e la faccia superficiale del mondo viene così stravolta. Il mare, ad esempio, scalza le scogliere e inghiotte foreste, terre coltivate, villaggi interi o li minaccia con una temporanea avanzata in tempi di tempesta o alta marea. Per quanto riguarda la flora, la maggior parte dell’Occidente medievale era ricoperto da foresta, una foresta rigogliosa che è nata o ha ripreso vigore in tempi freschi e umidi, all’epoca dei merovingi. La foresta era composta principalmente di alberi a foglia o conifere, poi rimpiazzate dai pini.
L’azione dell’uomo è stata sempre incisiva sulla flora, che ha distrutto con fuoco, dissodamento e il bestiame, e la rinascita di una foresta non avviene spontaneamente se non nelle regioni che le sono favorevoli.
La fauna dell’Occidente era leggermente diversa rispetto a quella conosciuta oggi, infatti alcuni animali diffusi nel Medioevo sono oggi scomparsi; in compenso, bestie molto comuni erano i lupi (che hanno inciso profondamente il Medioevo per numero e contatti con gli uomini), gli orsi (ben conosciuti da contadini e montanari che temono questa grossa bestia avida di miele) che sono però diminuiti sotto i colpi dei gran signori che sguinzagliavano contro di loro mastini addestrati a cacciarli; altri carnivori come la lince o il gatto selvatico non hanno potuto svilupparsi molto fin tanto che il lupo era re, ma il cinghiale, ad esempio, era molto comune e considerata la bestia più forte che ci fosse (poteva uccidere con un solo colpo del grugno). Altri animali hanno destato meno interesse perché sono state comuni fino al XX secolo: volpi, tassi, fagiani (apparsi forse all’inizio del Medioevo), lepri, caprioli, camosci, formiche, api.

6 {COMMENTI}:

Nutza ha detto...

Inaugurata la tanto annunciata rubrica sul Medioevo.

Credo ci sia più di un errore nello scritto, perchè vado di fretta e non posso rileggerlo, pardon.

Alessandro "Okamis" Canella ha detto...

Posso darti un piccolo consiglio che nasce da un mio errore del passato? Non sentirti in obbligo di dover postare uno o due topic la settimana. Prepara il materiale con calma, proponendo argomentazioni di più ampio respiro e meglio documentate (nel senso che vadano a prendere più fonti). Poi, se ciò dovesse comportare tempi più dilatati tra una "puntata" e l'altra, noi aspetteremo :) E' solo che, ora come ora, questa introduzione mi pare un po' troppo diluita. Da sì molte informazioni, ma in maniera rapida e incocludente. Spero non te la prenda per queste mie parole. Ripeto, ho fatto (e talvolta ancora faccio) questi errori.

PS: Tra i vari testi sull'argomento ti consiglio "Vita nel Medioevo" di Eileen Power. Si tratta di un volumetto dove ogni aspetto della vita del basso medioevo (dal lavoro nei campi alle feste religiose, dalle cerimonie imperiali all'organizzazione dei primi grandi centri urbani) è raccontato seguendo un diverso personaggio (reale o fittizio). Un testo leggero, ma per nulla banale che merita più di un'occhiata a mio avviso :)

Nutza ha detto...

Non me la prendo affatto, è una critica costruttiva e condivido l'impressione di inconcludenza. Non so però se questo sia dovuto esclusivamente alla brevità dell'articolo che ho pubblicato (ammetto che è abbastanza raffazzonato e mi dipiace)... devo dire che questo testo non mi sta prendendo molto: per esempio, in questi paragrafi su come sia cambiato l'ambiente rispetto a oggi l'autore per ogni argomento (il terreno, l'azione del mare, la conformazione di flora e fauna) dà delle brevi considerazioni iniziali (molto intuitive devo dire) e poi piazza tutta una carrellata su esempi storici, citando eventi paese per paese, e una miriade di date (il famoso terremoto qui, il disastroso avanzamento delle acque là e così via). Non so... non mi sta piacendo questo approccio, è mortalmente noioso e non riesce a darmi un'idea mirata e chiara degli specifici argomenti.

Forse questo testo per me è un buco nell'acqua... o forse io non sono la lettrice "adatta". Magari mi avrebbe aiutata molto di più un comunissimo testo di geografia per farmi un'idea di come creare una mappa coerente evitando di piazzarci montagne e fiumi alla cieca.

Quello che m'incoraggia nella lettura è comunque che tutta la seconda parte del testo approfondisce tre figure importanti e interessanti: contadini, chierici e cavalieri. Spero di trarne qualche giovamento.

Bruno ha detto...

Ho cercato di leggere uno solo di questi libri (era la Vita quotidiana a Parigi ai tempi di Luigi XIV, se non ricordo male) ma mi sono ammazzato di noia.
Forse è meglio qualcosa di meno puntiglioso e più sintetico...
Peraltro un mattone di notevoli dimensioni ("Uno specchio lontano" di Barbara Tuchman, chissà se ancora reperibile) lo lessi con facilità estrema.
Non parlava del medioevo, ma della vita di un certo cavaliere, vita avventurosa che la scrittrice descriveva rigorosamente secondo le fonti ma con un bel piglio narrativo. Da qui partivano le considerazioni sul medioevo (tardo medioevo in questo caso), che spesso erano anche esposte in maniera problematica. Mi ricordo un capitolo in cui si parlava dell'educazione dei bambini. Da alcune fonti sembrava che fosse terribilmente trascurata anche nei ceti abbienti, da altre sembrava che ci fosse una grande attenzione per i bambini. Ad un certo punto l'autrice rinunciava addirittura a prendere una posizione netta. Però con questo metodo faceva ragionare il lettore.

Nutza ha detto...

Esatto: la noia. Io la sto combattendo, se non altro perchè mi infastidisce lasciare le cose a metà (o forse sono semplicemente masochista?).
Io questi testi sul medioevo li ho presi sotto consiglio di Carraronan, un po' a scatola chiusa perchè non li conoscevo. Forse, come dice Bruno, ci vorrebbe un approccio diverso, che faccia "ragionare il lettore"... in effetti questo testo di Delort mi sembra nient'altro che un elenco di eventi per spiegare determinati fenomeni...

Ho fatto un buco nell'acqua con questi acquisti? Vedremo.

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)