lunedì 4 agosto 2008

Il Segreto di Krune - Michele Giannone

Titolo: Il segreto di Krune

Autore: Michele Giannone

Edito da: Dario Flaccovio Editore

Anno: 2007

Pagine: 496

Prezzo: 18,00 euro


Voto: 5/10


Ieri ho terminato la lettura de Il segreto di Krune. Devo essere sincera? Una delusione.

La Trama
Il soggetto è originale
e anche l'ambientazione, se non fosse che se ne vede ben poca e descritta vagamente. In ogni caso la società del Matriarcato è una delle cose che salvo in questo romanzo, giusto per il fatto di non essere qualcosa di trito e ritrito.

Lo Stile
Chiaro, conciso, veloce
. Ma qui potremmo già iniziare con le note dolenti: per i miei gusti questo stile è anche troppo veloce, spezzettato... provoca il singhiozzo e mi dà i nervi! Ora, in un romanzo fortemente psicologico ed introspettivo una scrittura frammentata potrebbe anche starci, per rendere l'idea di un io discontinuo e lacerato... Ma continuiamo a leggere e...

I personaggi
... e noteremo che quanto ad approfondimento psicologico c'è di che piangere. Insomma, se i protagonisti - Mareq Tha e Jaat - lasciano a desiderare, è facile concludere che tutti gli altri personaggi hanno la sola dignità di essere comparse. Le varie vigilanti di Krune sono tutte uguali, sembrano degli automi: anche qui potremmo giustificare col fatto che in una società che non lascia spazio ai sentimenti e impone l'obbedienza cieca alla fede di Elle è d'obbligo che le persone siano omologate e anonime; ma allora l'autore avrebbe potuto calcare la mano in questo senso, sottolineando la totale disumanità di queste donne... avrei voluto vedere la freddezza nei loro occhi, la follia visionaria, il fanatismo, l'ardore di passioni represse, la violenza, la profonda angoscia. Invece... nulla di tutto ciò. I personaggi di Krune sono puri attanti, fantocci che eseguono azioni. Ma neanche le azioni sono tanto degne d'interesse! Motivo del fatto che il romanzo mi è risultato, nel complesso, molto noioso.

Altre imperfezioni...
Bisogna sottolineare anche che quasi tutto il romanzo è raccontato e non mostrato; che Jaat si massaggia il mento mentre parla non so quante migliaia di volte durante la narrazione; che non mi convince affatto come Mareq Tha, dopo aver superato gli iniziali ostacoli, si doni totalmente al suo uomo dagli occhi rossi, quasi avesse da sempre conosciuto l'amore...

Insomma, si vede che è l'opera prima di un esordiente. E si vede anche che è un romanzo che ha come protagonista una donna ma che è raccontato da un uomo... Ma non voglio fare critiche gratuite: apprezzo molto il fatto che Giannone abbia fatto questa scelta, perchè sarebbe stato sicuramente più facile immedesimarsi in un eroe maschio, invece la scelta dell'eroina è una sfida interessante e degna di encomio.


Link correlati:

Il segreto di Krune su IBS
Il segreto di Krune sul sito dell'editore

7 {COMMENTI}:

Bruno ha detto...

A ognuno i suoi gusti... lo stile asciutto e sintetico del Giannone mi è rimasto impresso come una qualità decisamente positiva di questo scrittore. Per il resto, anch'io trovo che ci siano diverse cose che non vanno nella storia.

Ma poiché tantissimi si limitano al mondo dello standard D&D-tolkieniano, con nani elfi e compagnia, che diamine, questo libro sia pur imperfetto merita un encomio per le scelte coraggiose e le aspirazioni all'originalità.

Nutza ha detto...

Sono d'accordo, infatti ho proprio sottolineato l'originalità del soggetto (e dell'ambientazione) e il valore della scelta di un eroina femmina da parte di uno scrittore maschio.

Quanto allo stile, sicuramente sono gusti e la sinteticità, in generale, è una gran dote (rara).

Nutza ha detto...

Sono d'accordo, infatti ho proprio sottolineato l'originalità del soggetto (e dell'ambientazione) e il valore della scelta di un eroina femmina da parte di uno scrittore maschio.

Quanto allo stile, sicuramente sono gusti e la sinteticità, in generale, è una gran dote (rara).

Anonimo ha detto...

Come per tutti gli altri commenti che ho pescato in rete circa il mio romanzo, ti ringrazio per il tuo, Nutza.

Mi spiace ovviamente che il romanzo non sia stato di tuo gradimento. Anche dei tuoi giudizi tuttavia t'assicuro che farò tesoro per le mie future prove.

Un saluto

Michele Giannone

Nutza ha detto...

Grazie a te per aver lasciato un commento su questo blog!
Io parto sempre dal presupposto che da uno scrittore (al di là che le sue opere mi piacciano tanto o meno) posso avere sempre da imparare; per questo ho voluto essere sincera nella mia piccola recensione, dando a Cesare (in questo caso tu ;-) quel che è di Cesare.
Aspetto con interesse il prosieguo di Krune!

Anonimo ha detto...

Anch'io, Nutza, ritengo che chi scrive (e viene pubblicato, sottoponendo di conseguenza il proprio lavoro al vaglio dei lettori) debba avere l'umiltà di accettare ogni giudizio sul proprio romanzo, sia esso positivo o negativo.

Dai lettori (fermo restando, ovvio, la coerenza del proprio percorso e delle proprie idee) si può sempre imparare.

E' accaduto con Bruno prima e con te adesso (oltre che con tutti gli altri che hanno speso un pò del loro tempo per recensire il mio romanzo).

La mia speranza è che, proprio partendo dalle obiezioni mosse dai lettori (non tutte: con un pizzico di presunzione dico che alcune critiche che ho letto da qualche altra parte erano basate su sofismi), i miei prossimi romanzi mi permettano di superare quelli che mi auguro siano stati solo "errori di gioventù").

Michele Giannone

Nutza ha detto...

Io sono certa che farai tesoro delle critiche, perchè vedo in te lo spirito giusto di chi è conscio dei propri limiti precedenti e vuole impegnarsi per migliorare.
Ho ragione di credere che quello del seguito di Krune sarà un Giannone più maturo (narrativamente parlando, ovvio; le critiche non devono mai riguardare la persona dello scrittore).
Poi io sono siciliana come te, quindi simpatizzo necessariamente ;-)